Attualità / Nazionale 15/1/2010

A sei mesi dall’inizio del Mondiale in Sud Africa, la nazionale Argentina si presenta ad oggi come un cantiere aperto.
Molti sono i dubbi, vari i nodi da sciogliere, tanti i giocatori ancora in ballo per rientrare nella fatidica lista dei 23 uomini che il commissario tecnico Maradona porterà in Africa.
Questa situazione è sicuramente figlia della confusione che ha caratterizzato il girone di qualificazione della Seleccion, con sconfitte ed incredibili umiliazioni prima con il tecnico Basile e poi con il discusso Maradona.

Proprio il Pibe de Oro non ha certo contribuito a tranquillizzare le acque in casa argentina. Il suo sfogo nel post Uruguay – Argentina 0-1, ormai con la qualificazione in mano, resterà nella storia del calcio, della televisione e dell’umanità intera.
Il “francesismo” usato è sicuramente la conseguenza di una qualificazione ottenuta tra mille problemi, critiche e paure, a volte anche troppo forti ed ingiuste.

Con il “Coco” Basile la squadra è rimasta 10 mesi senza vittorie, a causa delle molte scelte sbagliate, a partire dal ritorno di Riquelme, un errore fatale.
Maradona, entrato in corsa, è stato il parafulmine perfetto per una situazione di crisi ed un gruppo ormai alla deriva. Facile criticare le scelte del tecnico, ma difficile era accettare la panchina della nazionale in corsa.

Un’occasione per Maradona, ma anche un atto di amore verso la sua patria. 
Fatto sta che l’Argentina ha sì molti problemi, ma intanto ha staccato il pass per il Sud Africa, e sarà tra le favorite alla vittoria finale.

L’obiettivo, in questi mesi, è quello di trovare un’identità alla squadra, costruendo il progetto mondiale su uno schema ben preciso. Fino ad ora l’esordiente Maradona ha provato, con scarsi successi, diversi moduli: prima il 4-4-2, poi la difesa a tre, ancora il rombo. Unico denominatore comune l’esito negativo di questi moduli.
L’unica certezza è la classe di Lionel Messi, per il resto tutto è ancora da decidere. L’ultima amichevole, contro la selezione della Catalogna, ha messo in luce i problemi difensivi della squadra: quattro gol subiti, poca concetrazione e tanti errori.

L’unico punto fermo per ora rimane il centrale De Michelis, sul quale poi costruire il resto del pacchetto arretrato. Addirittura dalla stampa nazionale, arriva la candidatura di Walter Samuel, tagliato fuori dal giro della nazionale, ma ritrovatosi nell’Inter vincente degli ultimi anni. Un nome dunque, vista la situazione, da non sottovalutare. Importante, poi, sarà, la presenza di Javier Zanetti pronto all’ennesima sfida della sua carriera. 

Altro dilemma, e non da poco, sarà la scelta del portiere. Le ultime partite hanno visto tra i pali il giovane Sergio Romero, portiere degli olandesi dell’AZ Alkmaar, che sembra avere la fiducia del tecnico.
Prima titolare e poi in panchina, invece, Mariano Andujar, che in patria come con il Catania, alterna buone prestazioni a sconcertanti errori.
Ormai superato nelle gerarchie di squadra Juan Pablo Carrizo: difeso dal tecnico fino all’ultimo, non ha convinto per i troppi errori che hanno rischiato di compromettere la qualificazione stessa. 
Da non sottovalutare, infine l’eterno Abbondanzieri e il laziale Bizzarri, quantomeno per il ruolo di terzo portiere.

A centrocampo gli uomini di fiducia sono Mascherano e Gago, sulle ali Di Maria e J.Gutierrez hanno ben figurato. Importante e decisiva la presenza di Bolatti, che con il gol all’Uruguay nella sfida diretta di Montevideo, ha regalato la qualificazione ai suoi.
Fondamentale, in campo e nello spogliatoio, è Juan Sebastian Veron, sul quale Maradona punta moltissimo. La Brujita offrirà al centrocampo della Seleccion tecnica, fantasia, interdizione e grinta.
Maradona si affida a lui, con la speranza che porti l’Argentina sul tetto del Mondo così come ha fatto con il suo Estudiantes.

Bocciato per ora Riquelme, davanti il tecnico ha l’imbarazzo della scelta: Aguero, Tevez, Higuain, Lavezzi e, soprattutto Leo Messi. Poco da dire sulla stella Messi, inamovibile in qualunque squadra, ci soffermiamo dunque su di un vecchio giocatore, troppe volte dato per finito e che invece continua ad essere decisivo: parliamo, ovviamente, di Martin Palermo.
El loco ha fatto impazzire tutti gli argentini con la ormai epica zampata nel diluvio di Buenos Aires, contro il Perù, con la quale ha segnato il gol al 95′ per il definitivo 2-1. Una rete che lo ha riportato di nuovo alla ribalta internazionale, garantendogli inoltre la riconoscenza di Maradona e dell’intero popolo argentino.

Niente ancora è deciso, comunque; forse lo stesso Maradona ha le idee poco chiare. Potrebbe esserci ancora qualche novità, come il palermitano Pastore.
L’unica certezza che abbiamo è che chiunque verrà scelto farà senza dubbio parte di una tra le più forti squadre del Mondo.

L’imperativo è vincere, tornare protagonisti. I mezzi ci sono: qualità, fantasia, velocità, tecnica. Queste sono le caratteristiche della Seleccion.
Il punto interrogativo più grande è se Maradona riuscirà a gestire il tutto, mettendo in campo una formazione equilibrata in ogni reparto.
Farà di sicuro affidamento su Carlos Bilardo, uomo di grande esperienza, di caratura internazionale e per molti il tutor del tecnico stesso.

Il girone in cui è stata sorteggiata l’Argentina è quello B, insieme a Nigeria, Corea del Sud e Grecia. Avversari certo non imbattibili, ma comunque temibili, in particolare Nigeria e Grecia.
Maradona, all’indomani del sorteggio, ha predicato cautela e concentrazione. L’Argentina è consapevole della sua forza, ma non dovrà specchiarsi troppo, perchè altrimenti si ritroverà nella stessa situazione delle qualificazioni, dove era ad un passo dal baratro.

Tutta la nazione aspetta la squadra al varco: i critici sono pronti, gli avvoltoi anche. Noi siamo convinti che il carisma del Pide de Oro, potrà risultare decisivo, caricando i suoi uomini al punto giusto. Vamos Argentina!

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Valentino Cristofalo

6 Commenti per l'articolo “La seleccion verso il Mondiale”

  1. Non condivido l’appoggio incondizionato al Diez, che secondo me ha non poche colpe in questa sciagurata Argentina, ma comunque spero in un Mondiale da protagonisti.

    Per me un organizzatore di gioco come può essere Riquelme serve ancora, così come va tenuto in considerazione Cambiasso, di gran lunga superiore ai centrocampisti lanciati da Maradona in questi mesi (Mascherano e Veron a parte).

    Idem Diego Milito, prima punta dall’intelligenza impressionante, perfetto per far salire la squadra, aprire spazi per Messi e chiunque altro venga schierato e soprattutto bomber di razza. Con la Seleccion non ha brillato, ma non gli è mai stata data la fiducia necessaria.

  2. Caro Gianni (mi permetto di darti del tu) rispetto il tuo pensiero ma il mio appoggio non è di certo incondizionato. Poi se proprio devo schierarmi, beh, sto dalla parte di Diego. Non critico Maradona perchè ho visto in questi tempi troppi sciacalli, troppe persone pronte al “massacro” mediatico. Non trovo giusto questi continui attacchi che spesso sono stati diretti più alla persona che al tecnico. Non trovo giusto soprattutto il comportamento di tanti tifosi, giornalisti e personaggi argentini in grado di maltrattare un simbolo come lui senza farsi troppi scrupoli. Facile salire sul carro dei vincitori quando trascinava un’intera nazione sul tetto del mondo, scontato criticare una squadra in crisi. L’articolo, poi, era solo un breve punto sulla situazione della nazionale e dei giocatori fin qui convocati. Trovo anche io giusti i nomi di Cambiasso e Milito, non quello di Riquelme. Sono contento però del tuo commento perchè è comunque un momento di confronto. Alla prossima V.C.

  3. Figurati, fa molto piacere confrontarsi su argomenti così cari a tutti noi appassionati!

    Ciò che finora non mi è piaciuto della gestione Maradona è appunto la scelta degli uomini e la gestione “tattica” della Seleccion. Ho provato a cercare tante spiegazioni, ma non credo di essere ancora riuscito a spiegarmi la rinuncia a giocatori come Samuel o, inizialmente, Higuain. Così come non riesco a capire ad esempio la convocazione di Coloccini o la fiducia incondizionata nel Gringo Heinze. Per carità, il giocatore dell’OM in questo momento non è probabilmente inferiore a molti difensori argentini e secondo me rimane la miglior scelta come terzino sinistro, però diciamo che non è stato esente da colpe in queste qualificazioni!

    Io tutto sommato confido in un aiuto “tecnico” come Mohamed o chiunque altro, perchè se Maradona da un lato può rappresentare un parafulmine e un ottimo “motivatore”, dall’altro ha palesato evidenti limiti legati anche alla pressochè nulla esperienza alla guida di una squadra. Ne sono l’esempio scelte piuttosto singolari, come schierare un attacco leggerissimo contro la massiccia difesa brasiliana.

    Scusa se ho approfittato dell’interessante articolo per aprire questo dibattito, ma credo sia interessante sentire anche altri punti di vista.

    PS: Quali credi siano le reali chance per Lucho Gonzalez? Io credo meriti di essere tenuto in considerazioni, soprattutto alla luce delle diverse soluzioni che sarebbe in grado di portare e garantire ad un centrocampo apparso finora troppo prevedibile ed in difficoltà.

  4. Caro Gianni, il confronto porta sempre qualcosa di buono e anzi ti ringrazio per aver preso in considerazione il mio articolo, aprendo questo interessante dibattito. Non posso darti che ragione quando parli di inesperienza ed errori fatti da Maradona durante la qualificazione, in alcune occasioni pagate anche con brucianti sconfitte. Quello che sostengo io è che le colpe non sono state tutte sue, anzi la disorganizzazione federale e il rendimento di alcuni giocatori è stato spesso imbarazzante. Parlando di Lucho Gonzalez credo sia un delitto non portarlo nella spedizione mondiale. E’ un giocatore che ho sempre ammirato e stimato, soprattutto per la sua duttilità. Riesce ad unire tecnica ed interdizione, grinta e fantasia, potenza e geometrie. Non convocarlo sarebbe un errore per quanto mi riguarda, anche se comunque mancano diversi mesi e non è detto che non venga preso in considerazione. Poi finalmente mi fa piacere parlare con qualche altro collaboratore del sito, spero ci siano altri momenti per confrontarci a livello calcistico e non. A presto Valentino

  5. Scusate se mi intrometto in questa vostra interessante discussione. Mi chiamo simone,è la prima volta che scrivo in questo sito che seguo però da diverso tempo.
    Sono perfettamente d’accordo con voi sul fatto che giocatori del calibro di Samuel (al momento forse è il miglior difensore al mondo), Milito, Cambiasso e Lucho debbano essere convocati perchè hanno qualità e carisma fondamentali in una squadra.
    Inoltre sono d’accordo con Gianni sul fatto che a Maradona serva un aiuto tecnico. Non ho niente contro Diego, che sicuramente è stato molto coraggioso ad accettare l’incarico in uno dei momenti più critici della nazionale argentina degli ultimi anni, ma forse non è all’altezza come allenatore vero e proprio.
    A questo punto l’ eterno problema forse di questa squadra, se venissero convocati i nomi che abbiamo citato, è il portiere; Andujar e Romero secondo me non sono portieri all’altezza e purtoppo il promettente Carrizo si è perso nel tempo qui in Europa. Forse il più affidabile rimane ancora il Pato Abbondanzieri.
    Ciao

  6. Ciao Simone. Penso che hai colto il vero problema. Io sono del parere che avere un portiere forte o quantomeno continuo possa determinare al 50 % il valore di una squadra. Non parlo di fenomeni, ma di un portiere che sappia garantire al reparto difensivo sicurezza e tranquillità. Certo l’alternanza durante la qualificazione mondiale non ha portato ad un titolare fisso, quindi è impensabile parlare di un nome preciso. Io tra tutti quelli che abbiamo visto e hai citato preferisco il “Pato” Abbondanzieri. Un portiere esperto e navigato, tra tanti giovani fino ad ora mai esplosi completamente, penso sia la soluzione più logica per una competizione del genere. Sicuramente l’amichevole con il Costa Rica non chiarirà le idee e per ora il problema del numero 1 argentino è ancora in via di risoluzione.

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