E' la Bombonera delle grandi occasioni quella che ha fatto da cornice al Superclassico di Argentina, gara valevole per la dodicesima giornata del Torneo Final. Il primo superclassico in casa del Boca Juniors da quando il River Plate è ritornato nella massima serie.
E' un Boca che viene dalla vittoria, sempre alla Bombonera, per uno a zero contro i brasiliani del Corinthians in Coppa Libertadores, e che vede il campionato oramai come obbiettivo secondario.
Il River al contrario punta tutto sul campionato, è a poche lunghezze dalla capolista Lanus e non vuole perdere le distanze.
E' il superclassico delle riserve per il Boca, tra gli indisponibili di Carlos Bianchi ci sono: Riquelme, Clemente Rodriguez, Sosa, Albin, Martinez, Viatri e Blandi.
Ma il superclassico è una gara a parte, è la gara dove non conta solo il risultato,
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Gianluca Andreozzi

E' stata una sorpresa un po' per tutti. Mai elencato tra i papabili, un personaggio decisamente umile e poco appariscente, meno conosciuto del suo collega compatriota Leonardo Sandri, ma ora noto agli occhi del mondo.
Lui si chiama Jorge Mario Bergoglio, nato a Baires 76 anni fa ma figlio di un ferroviere astigiano e di una mite casalinga italo-argentina, Arcivescovo di Buenos Aires e capo della Conferenza Episcopale argentina. E da mercoledì è il nuovo Pontefice, con il nome, originale ed atteso, di Papa Francesco, in onore del Santo di Assisi.
Ma quello che ce lo fa piacere ancora di più, insieme alla sua mitezza, alla sua nazionalità ed alle sue origini, è che il nuovo Pontefice è un tifoso sfegatato di calcio, in particolare è socio con la tessera n. 88.235 dal 12 marzo 2008 del club argentino di calcio del San Lorenzo de Almagro.
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Antonio Di Colandrea