Il football si affaccia per la prima volta in Argentina alla metà del XIX secolo, per mano di un gruppo di immigrati inglesi che si erano stabiliti nel paese.
La prima partita si giocò il 20 giugno del 1867, sul campo del Buenos Aires Cricket Club, ubicato più o meno nella zona della capitale dove oggi si trova il Planetario.
Qualche mese prima i fratelli Thomas e James Hogg avevano pubblicato sul giornale “The Standard” l’invito a partecipare ad una riunione che aveva lo scopo di pubblicizzare e far espandere il gioco del calcio in Argentina.
La riunione fu tenuta il 9 maggio, giorno in cui venne anche fondato ufficialmente il Buenos Aires Football Club, primo club della storia del calcio argentino; sempre lo stesso giorno i partecipanti alla riunione decisero la data in cui avrebbero giocato la prima partita, il 20 di giugno appunto.
La partita fu giocata dalle 12:30 alle 14:30 tra due squadre, una in maglia bianca ed una in maglia colorata, che contavano solo otto giocatori per squadra.
Gli archivi del “The Standard” contengono ancora le formazioni delle due squadre, tra cui spiccava nel folto gruppo di inglesi, anche un giocatore di origini italiane, Boschetti.
Squadra Bianca: T. Hogg, J. Hogg, W. Forrester, T.B. Smith, J.W. Bond, E.S. Smith, J. Rabsbottom e N.B. Smith.
Squadra colorata: W. Heald, T.R. Best, U. Smith, H.J. Barge, H. Willmont, R.M. Ramsay, J. Simpson e W. Boschetti.
Il calcio rimase però disciplina praticata quasi esclusivamente da inglesi, finchè nel 1882 non arrivò nel paese un immigrante scozzese, tal Alexander Watson Hutton, che arrivava per prendere la direzione del Collegio Saint Andrew.
Hutton spronò tantissimo gli studenti del Saint Andrews verso il calcio, finché alcuni problemi con i proprietari del Collegio lo portarono alle dimissioni. Hutton non si scoraggiò e fondò la English High School, la cui squadra di calcio “Alumni”, vincitrice di ben 10 tornei amatoriali fino al suo scioglimento nel 1912. E’ la prima squadra storica del calcio argentino.
Il calcio era sempre più praticato nelle scuole e dentro alcuni club privati (anche se questi ultimi non erano stati creati per il calcio, né si occupavano di esso come sport primario, preferendo ad esempio il cricket), e la forte presenza di cittadini inglesi in alcune zone, soprattutto dove venivano costruite le ferrovie, aiutò la diffusione del fútbol.
Il più grande esempio di questo fenomeno fu il Club B.A.P., sigla che significa “Buenos Aires al PacÃfico”, fondato il 23 dicembre del 1882 prendendo il nome dell’impresa ferroviaria dove lavoravano gran parte dei soci del club.
Il B.A.P. fu un grosso punto di riferimento non solo nel calcio, ma introdusse nel paese anche altri tradizionali sport europei come basket, boxe, golf, rugby ed hockey. Il club esiste ancora e porta tutt’oggi lo stesso nome; la sua squadra di calcio gioca nella Liga Deportiva del Oeste, campionato di calcio amatoriale della provincia del JunÃn.
Il 3 giugno del 1887 viene fondato il Club de Gimnasia y Esgrima La Plata, il più antico dei club ancora affiliati alla AFA e tutt’ora militante nella Primera A, la serie A argentina. Il club inizialmente non era un club dedicato al calcio, sport che comincia a praticare solo nel 1893.
Altro club decano del calcio argentino è il Quilmes Rovers Club, fondato il 27 novembre 1887, ancora oggi vivo e vegeto e militante nella Primera B con il nome di Quilmes Atlético Club. A ruota seguirono il Rosario Central (1889), il Club Atlético Banfield (1898) il Club Atlético Estudiantes de Buenos Aires (1899).
I due club più titolati e conosciuti d’Argentina, il River Plate ed il Boca Juniors , furono fondati rispettivamente nel 1901 e nel 1905.
Il primo tentativo di creare una Federazione del calcio argentino fu la Argentine Association Football League che organizzò il suo primo torneo ufficiale nel 1891; La AAFL era appoggiata soprattutto dal Saint Andrew’s, ma non trovò campo fertile soprattutto a causa della manifesta ostilità del Quilmes Rovers e di Alexander Watson Hutton con la sua Alumni, e con questi presupposti la prima AAFL ebbe vita decisamente breve.
Dopo lunghe trattative, ed una rivoluzione copernicana dei suoi vertici, il 21 febbraio 1893 viene fondata la seconda Argentine Association Football League, a capo della quale vi era l’ormai noto Alexander Watson Hutton, e il primo torneo della nuova AAFL vide iscritte il Quilmes Rovers Club, i Caledonian’s, il Saint Andrew’s, la English High School (poi ribattezzata Alumni), il Lomas e il Flores.
La sede della nuova AAFL era ubicata in Calle Venezuela 1230, per poi spostarsi alla Calle Del Temple (attualmente Calle Viamonte), a pochi isolati dall’attuale sede della Asociación del Fútbol Argentino (AFA). La Argentine Association Football League fu rinominata nel Febbraio del 1903 dando vita alla Asociación Argentina de Football.
La gran quantità di club che nascevano nel paese, però, fece nascere nuove Federazioni alternative che gestivano propri tornei amatoriali distaccati, e solo dopo decenni di lotte e dibattiti il 10 maggio del 1931 nacque la Liga Argentina de Fútbol poi rinominata definitivamente Asociación del Fútbol Argentino ad oggi l’unica Federazione ufficiale professionistica del paese.
La AFA è stata la prima Associazione del Sudamerica ad associarsi alla FIFA, diventando la vera pioniera del calcio sudamericano. E’ accaduto nel 1912, quando ancora si chiamava Asociación Argentina de Football.
All’inizio del 1930 i calciatori decisero di entrare in sciopero e bloccarono i campionati. Chiedevano la libertà di scegliere con quale squadra firmare i loro contratti, cosa che strideva con le regole vigenti che volevano un cambio di squadra solo con il consenso del club di origine (o di ultima appartenenza) del giocatore.
In una lunga riunione tra i dirigenti dell’AFA, volta a sbloccare la situazione, il rappresentante federale del Racing Club propose di creare un campionato professionistico che coinvolgesse i club più importanti delle città di Buenos Aires, La Plata, Rosario e parte della provincia di Buenos Aires.
Molti club non accettarono l’idea, perché ritenevano che la soluzione doveva essere trovata per l’intero movimento calcistico argentino e non solo per alcune squadre professionistiche. Questo creò una sorta di scissione nella Federazione.
Così mentre Atlanta, Boca Juniors, Chacarita, Estudiantes de La Plata, Huracán, Independiente, Platense, Quilmes, Lanús, Racing Club, River Plate, Tigre, Vélez Sarsfield, Talleres de Remedios de Escalada, San Lorenzo de Almagro, Argentinos Juniors e Ferro formarono la prima Lega professionistica del paese, le altre squadre (soprattutto quelle delle città delle zone interne del paese) crearono una nuova Federazione chiamata Asociación Argentina de Football Amateurs y Profesionales, riassorbita solo qualche decennio dopo nella AFA pur rimanendo divisi il Torneo Professionistico (delle città principali) e quello Amatoriale (delle città interne del paese).
Con la crescita della passione per il calcio in Argentina, però, i club delle città interne del paese cominciarono a rivendicare a gran voce la possibilità di competere anch’essi ai massimi livelli professionistici.
Nel 1966, l’allora presidente dell’AFA ValentÃn Suárez, determinò un cambio epocale nell’organizzazione dei tornei, con lo scopo di consentire anche ai club delle città interne di competere nel campionato professionistico principale.
Il campionato tradizionale, chiamato Metropolitano, fu equiparato al Campeonato Nacional, cioè quello delle città interne. L’uno veniva giocato nel primo semestre dell’anno e l’altro nel semestre successivo.
Alla fine del primo semestre i migliori classificati del Torneo Metropolitano sfidavano i migliori classificati del Torneo Nacional precedente, decretando così il nuovo campione del Torneo Metropolitano. Alla fine del secondo semestre, invece, i migliori classificati del Torneo Nacional sfidavano i migliori classificati del precedente Torneo Metropolitano, decretando così il nuovo campione del Torneo Nacional.
Il cambio ebbe un’effetto incredibile sulla passione degli argentini per il calcio. Il motivo era presto detto: con il nuovo sistema anche squadre fino ad allora definite “minori”, come l’ Estudiantes de La Plata nel 1967, il Vélez Sársfield nel 1968 ed il Chacarita Juniors nel 1969, riuscirono a laurearsi campioni a differenza del periodo precedente nel quale solo 5 squadre si erano guadagnate il titolo di campione: River Plate, Boca Juniors, Independiente, Racing Club e San Lorenzo de Almagro.
Nel 1982 l’ordine dei campionati venne invertito ed il Nacional cominciò a giocarsi nel primo semestre ed il Metropolitano (ribattezzato Primera División) nella seconda parte dell’anno.
Nel 1985, su consiglio dell’allenatore della Nazionale Carlos Salvador Bilardo, la struttura cambiò di nuovo, con la creazione di una Primera División come campionato nazionale unico annuale e di un campionato Nacional B come seconda divisione per dare alle squadre minori la possibilità di entrare a far parte del campionato principale.
Nel 1991/1992, ascoltando le richieste dei tanti appassionati che poco avevano gradito il campionato unico, e per appagare una mal celata voglia di ritorno alla tradizione, la AFA ripristinò i due campionati semestrali chiamandoli Torneo Apertura e Torneo Clausura, creando il sistema attualmente in vigore.
In realtà oggi l’organizzazione scelta, seppur richiama la tradizione calcistica argentina, è ben diversa da quella storica del dualismo Metropolitano/Nacional. Le squadre che partecipano ora ai due tornei sono le stesse, ad eccezione di 3 retrocessioni che avvengono annualmente alla fine del Torneo Clausura per permettere il ricambio delle squadre di Primera División con quelle della Primera B.
Questa è dunque la lunga storia del calcio argentino.
In chiusura del nostro racconto vi lasciamo con una curiosità : nonostante negli anni l’evolversi dei campionati (e, perché no, il progresso della società argentina) abbia consentito sempre più il coinvolgimento a livello professionistico dei club rappresentanti le città delle regioni interne dell’Argentina, ad oggi nessun club al di fuori del triangolo La Plata-Buenos Aires-Rosario è ancora riuscito a laurearsi campione.

























anch’io come molti italiani sono innamorato per il calcio argentino.il calcio argentino ha inciso in modo determinate e positivo il nostro calcio.vedi il 1934-1938.e camoranesi nel 2006.il carattere tra i due mondi calcistici e’ quasi simile.gioco maschio ma mai gratuito.in questi anni grazie a sporitalia ho seguito molto piu’ da vicino il calcio argentino,arrivando ha una conclusione;c’e’ una parola che ruota intorno al calcio argentino questa parola e’:”rapido”che non sta’ ha significare essere veloci e basta,ma i fronzoli,mi riferisco alle perdite di tempo di ogni genere non fa’ parte di questo calcio.vorrei avere conferma su questa mia riflessione.tra otto giorni inizia la coppa del sudamerica………naturalmente tifero’ argentina.